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poesie di Qam

20/08/17

Scrittore russo: “Boldrini ci porta gli islamisti in casa”. Poi subisce minacce e…

Scrittore russo: “Boldrini ci porta gli islamisti in casa”. Poi subisce minacce e…«Un altro nostro concittadino massacrato dai terroristi islamici, amici della Boldrini, sostenuti dalla sinistra italiana».

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Forti le dichiarazioni di uno scrittore di origine russa Nicolai Lilin che, sulla scia di sangue della Rambla, affida il suo sdegno a Twitter.
Ecco l’intervista de Il Giornale all’autore delle frasi sopra citate, che hanno scatenato aspre polemiche.
Dopo la strage di Barcellona, perché tirare in ballo Boldrini e «compagni»?
«Prima di esser etichettato come razzista solo perché parlo schiettamente, ci tengo a fare una premessa: anche io sono emigrato in Italia, a suo tempo, dalla Federazione Russa. Conosco e riconosco il valore dell’integrazione. Ma quello che vedo negli ultimi anni non ha nulla a che vedere con l’accoglienza. Far arrivare nel nostro Paese un flusso incontrollato di migranti, a discapito della sicurezza di un intero continente ed in barba alle sue leggi, non basterà a lavare le coscienze dell’Occidente e di personaggi come la Boldrini che, quando iniziò la guerra terroristica in Siria, sbandieravano la tesi dei ribelli moderati. Ma i ribelli moderati non sono mai esistiti, esistono i terroristi. E chi li ha spalleggiati e coperti, oggi, è moralmente responsabile anche del sangue sparso sulla Rambla».
La Boldrini ha cinguettato: «La nostra resistenza sarà più forte della ferocia».
«La Boldrini che parla di resistenza quando ha contribuito a consegnare il nostro Paese agli islamisti? Paradossale. La comunicazione boldriniana incarna la quintessenza dell’ipocrisia. Basta pensare che ha accolto il presidente della Rada ucraina già fondatore di un partito apertamente ispirato a quello Nazionalsocialista, Andriy Parubiy, a Montecitorio. Non ci si può ammantare di pacifismo e poi stringere la mano a simili personaggi».
Sembra determinato. Perché ha rimosso il suo commento dai social?
«Perché ho ricevuto delle pressioni enormi. Il portavoce della Boldrini si è scomodato a contattare la redazione televisiva con cui collaboro. Le lascio immaginare lo scopo della telefonata. Così, per non creare problemi alle persone con cui lavoro, ho cancellato il mio tweet. Ecco la loro democrazia e meno male che il dittatore sarebbe 

Si è sentito minacciato?
«Nonostante le modalità usate per chiudermi la bocca, no. Le minacce della Boldrini non mi fanno paura, ma è giusto tener fuori da questa polemica chi non ha alcuna responsabilità per le mie parole».
E dalla Rete?
«Sono arrivate le offese di chi, da un lato, insulta me e, dall’altro, sostiene una che come vola un’offesa è pronta a querelare».
Dai suoi colleghi scrittori ha ricevuto un pizzico di solidarietà?
«Affatto, ma la cosa non mi ha stupito. Gli intellettuali in Italia sono molto bravi ad indignarsi con chi, a differenza loro, va controcorrente».
Teme intoppi per la sua carriera?
«Non temo per me, ma per l’Italia. Perché se la terza carica dello Stato arriva a intimidire chi esprime delle idee che non le vanno a genio significa che nel nostro Paese la democrazia non gode di ottima salute».
Lei è stato in Cecenia ai tempi della minaccia jihadista. Come siete risusciti a contenere così efficacemente il fenomeno?
«Solo combattendo. Risposte dure e lotta senza quartiere. Questo è l’unico modo per vincere la guerra contro il terrorismo».
E di gessetti colorati e immagini di gattini cosa ce ne facciamo?
«Possono servire a sensibilizzare l’opinione pubblica, a togliere la paura. Ma parallelamente bisogna adottare una strategia di contrasto al terrorismo che sia incisiva. L’Europa non si è ancora attrezzata a sufficienza perciò ci rimangono solo i gattini. E non bastano».
Da ex membro dei reparti speciali, secondo lei, l’Italia cosa rischia?
«Non penso che qui succederà qualcosa, i jihadisti sono folli ma non così stupidi da giocarsi il loro unico trampolino d’ingresso al vecchio continente».
Fonte: Il Giornale

Pau, un morto di "serie B". Massacrato dagli islamici a Barcellona, ma le vittime "restano" 14. Perché?

Questo ragazzo ha perso la vita. Ma tutti tacciono. Perché?

Arrivati dall'Egitto come minori non accompagnati, erano diventati una gang che terrorizzava il quartiere San Salvario

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Sartori: “Siamo al disastro perché ci siamo illusi di integrare l’islam”leggete e dice cose che io dico dal 1996

L'antropologia culturale non è una favola per eruditi.
Ormai è una lotta senza quartiere quella tra gli immigrati che stanno invadendo il nostro Paese e i cittadini italiani e le forze dell’ordine che cercano, senza l’aiuto…
INEWS24.IT

Ormai è una lotta senza quartiere quella tra gli immigrati che stanno invadendo il nostro Paese e i cittadini italiani e le forze dell’ordine che cercano, senza l’aiuto del Governo, di gestire questa orda di persone che spesso si rendono protagonisti di gesti assolutamente illegali. In Italia nell’ultimo anno sono stati circa centomila i profughi che sono arrivati in Italia, contro gli 8mila della Spagna e i 4mila della Grecia. Un esodo che non conosce confini e che ormai sta assumendo dei contorni da tragedia, sia per i cittadini italiani che, in piena crisi economica, si trovano a dover fronteggiare anche questo problema, sia per gli stessi immigrati che vivono in situazioni di degrado assoluto.
Giovanni Sartori, fiorentino, 91 anni (quasi 92), considerato fra i massimi esperti di scienza politica a livello internazionale, da anni è attento osservatore dei temi-chiave di oggi: immigrazione, Islam, Europa. In questa intervista al quotidiano online www.ilgiornale.it il politologo fa una disamina molto interessante sulla situazione del nostro Paese:
Professore su queste parole si gioca il nostro futuro.
«Su queste parole si dicono molte sciocchezze».
Su queste parole, in Francia, intellettuali di sinistra ora cominciano a parlare come la destra. Dicono che il multiculturalismo è fallito, che i flussi migratori dai Paesi musulmani sono insostenibili, che l’Islam non può integrarsi con l’Europa democratica…
«Sono cose che dico da decenni».
Anche lei parla come la destra?
«Non mi importa nulla di destra e sinistra, a me importa il buonsenso. Io parlo per esperienza delle cose, perché studio questi argomenti da tanti anni, perché provo a capire i meccanismi politici, etici e economici che regolano i rapporti tra Islam e Europa, per proporre soluzioni al disastro in cui ci siamo cacciati».
Quale disastro?
«Illudersi che si possa integrare pacificamente un’ampia comunità musulmana, fedele a un monoteismo teocratico che non accetta di distinguere il potere politico da quello religioso, con la società occidentale democratica. Su questo equivoco si è scatenata la guerra in cui siamo».
Perché?
«Perché l’Islam che negli ultimi venti-trent’anni si è risvegliato in forma acuta – infiammato, pronto a farsi esplodere e assistito da nuove tecnologie sempre più pericolose – è un Islam incapace di evolversi. È un monoteismo teocratico fermo al nostro Medioevo. Ed è un Islam incompatibile con il monoteismo occidentale. Per molto tempo, dalla battaglia di Vienna in poi, queste due realtà si sono ignorate. Ora si scontrano di nuovo».
Perché non possono convivere?
«Perché le società libere, come l’Occidente, sono fondate sulla democrazia, cioè sulla sovranità popolare. L’Islam invece si fonda sulla sovranità di Allah. E se i musulmani pretendono di applicare tale principio nei Paesi occidentali il conflitto è inevitabile».
Sta dicendo che l’integrazione per l’islamico è impossibile?
«Sto dicendo che dal 630 d.C. in avanti la Storia non ricorda casi in cui l’integrazione di islamici all’interno di società non-islamiche sia riuscita.
Pensi all’India o all’Indonesia».
Quindi se nei loro Paesi i musulmani vivono sotto la sovranità di Allah va tutto bene, se invece…
«…se invece l’immigrato arriva da noi e continua ad accettare tale principio e a rifiutare i nostri valori etico-politici significa che non potrà mai integrarsi. Infatti in Inghilterra e Francia ci ritroviamo una terza generazione di giovani islamici più fanatici e incattiviti che mai».

Ma il multiculturalismo…
«Cos’è il multiculturalismo? Cosa significa? Il multiculturalismo non esiste. La sinistra che brandisce la parola multiculturalismo non sa cosa sia l’Islam, fa discorsi da ignoranti. Ci pensi. I cinesi continuano a essere cinesi anche dopo duemila anni, e convivono tranquillamente con le loro tradizioni e usanze nelle nostre città. Così gli ebrei. Ma i musulmani no. Nel privato possono e devono continuare a professare la propria religione, ma politicamente devono accettare la nostra regola della sovranità popolare, altrimenti devono andarsene».
Se la sente un benpensante di sinistra le dà dello xenofobo.
«La sinistra è vergognosa. Non ha il coraggio di affrontare il problema. Ha perso la sua ideologia e per fare la sua bella figura progressista si aggrappa alla causa deleteria delle porte aperte a tutti. La solidarietà va bene. Ma non basta».
Cosa serve?
«Regole. L’immigrazione verso l’Europa ha numeri insostenibili. Chi entra, chiunque sia, deve avere un visto, documenti regolari, un’identità certa. I clandestini, come persone che vivono in un Paese illegalmente, devono essere espulsi. E chi rimane non può avere diritto di voto, altrimenti i musulmani fondano un partito politico e con i loro tassi di natalità micidiali fra 30 anni hanno la maggioranza assoluta. E noi ci troviamo a vivere sotto la legge di Allah. Ho vissuto trent’anni negli Usa. Avevo tutti i diritti, non quello di voto. E stavo benissimo».
E gli sbarchi massicci di immigrati sulle nostre coste?
«Ogni emergenza ha diversi stadi di crisi. Ora siamo all’ultimo, lo stadio della guerra – noi siamo gli aggrediti, sia chiaro – e in guerra ci si difende con tutte le armi a disposizione, dai droni ai siluramenti».
Cosa sta dicendo?
«Sto dicendo che nello stadio di guerra non si rispettano le acque territoriali. Si mandano gli aerei verso le coste libiche e si affondano i barconi prima che partano. Ovviamente senza la gente sopra. È l’unico deterrente all’assalto all’Europa. Due-tre affondamenti e rinunceranno. Così se vogliono entrare in Europa saranno costretti a cercare altre vie ordinarie, più controllabili».
Se la sente uno di quegli intellettuali per i quali la colpa è sempre dell’Occidente…
«Intellettuali stupidi e autolesionisti. Lo so anch’io che l’Inquisizione è stata un orrore. Ma quella fase di fanatismo l’Occidente l’ha superata da secoli. L’Islam no. L’Islam non ha capacità di evoluzione. È, e sarà sempre, ciò che era dieci secoli fa. È un mondo immobile, che non è mai entrato nella società industriale. Neppure i Paesi più ricchi, come l’Arabia Saudita. Hanno il petrolio e tantissimi soldi, ma non fabbricano nulla, acquistano da fuori qualsiasi prodotto finito. Il simbolo della loro civiltà, infatti, non è l’industria, ma il mercato, il suq».
Si dice che il contatto tra civiltà diverse sia un arricchimento per entrambe.
«Se c’è rispetto reciproco e la volontà di convivere sì. Altrimenti non è un arricchimento, è una guerra. Guerra dove l’arma più potente è quella demografica, tutta a loro favore».
E l’Europa cosa fa?
«L’Europa non esiste. Non si è mai visto un edificio politico più stupido di questa Europa. È un mostro. Non è neppure in grado di fermare l’immigrazione di persone che lavorano al 10 per cento del costo della manodopera europea, devastando l’economia continentale. Non è questa la mia Europa».
Qual è la sua Europa?
«Un’Europa confederale, composta solo dai primi sei/sette stati membri, il cui presidente dev’essere anche capo della Banca europea così da avere sia il potere politico sia quello economico-finanziario, e una sola Suprema corte come negli Usa. L’Europa di Bruxelles con 28 Paesi e 28 lingue diverse è un’entità morta. Un’Europa che vuole estendersi fino all’Ucraina… Ridicolo. Non sa neanche difenderci dal fanatismo islamico».
Come finirà con l’Islam?
«Quando si arriva all’uomo-bomba, al martire per la fede che si fa esplodere in mezzo ai civili, significa che lo scontro è arrivato all’entità massima».

noi siamo energia, e adesso lo capiamo?Le batterie attivate dalla saliva Alimentate da batteri, generano energia in situazioni estreme

Il prototipo della batteria di carta alimentata da batteri liofilizzati, 'risvegliati' dalla saliva (fonte: Binghamton University, State University of New York) © Ansa

Realizzate le prime batterie alimentate da batteri capaci di produrre energia sfruttando una semplice goccia di saliva: per il momento hanno una potenza limitata, sufficiente ad accendere un Led, ma in futuro potrebbero essere usate per alimentare biosensori utili a diagnosticare malattie in situazioni estreme, nei Paesi in via di sviluppo, dove non sono disponibili le tradizionali batterie. Il risultato, presentato sulla rivista Advanced Materials Technologies, è stato ottenuto alla Binghamton University di New York dal gruppo di ricerca di Seokheun Choi, già ideatore delle prime batterie di carta.

"La generazione di piccole quantità di energia su richiesta è utile soprattutto per le applicazioni diagnostiche nei Paesi in via di sviluppo", spiega Choi. "Tipicamente queste applicazioni richiedono solo poche decine di microwatt per pochi minuti, mentre le tradizionali batterie presenti in commercio sono troppo costose e sofisticate, senza contare poi il problema dell'inquinamento". 

Da qui, l'idea di sviluppare delle batterie di carta alimentate da batteri liofilizzati e inattivi, che possono essere 'risvegliati' da una semplice goccia di saliva in modo da produrre energia nel giro di pochi minuti. Due i vantaggi di questa nuova tecnologia: innanzitutto l'attivazione con un fluido biologico (la saliva) che si può reperire in qualunque contesto anche estremo; poi il fatto che la liofilizzazione garantisce una conservazione a lungo termine, senza che le cellule batteriche finiscano per degradare o denaturarsi.

"Ora la nostra densità di energia è di pochi microwatt per centimetro quadrato", precisa Choi. "Sebbene 16 celle a combustibile microbiche collegate in serie su un foglio di carta generino la corrente e il voltaggio necessari ad alimentare un Led - conclude l'esperto - serviranno ulteriori miglioramenti per altre applicazioni elettroniche che richiedono centinaia di milliwatt di energia".
RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA

Lanciato il satellite Tdrs-M, migliorerà le comunicazioni spaziali,E' stato lanciato con successo dalla base dell'Aeronautica militare statunitense di Cape Canaveral il satellite Tdrs-M (Tracking and Data Relay Satellite) della Nasa. Il suo compito sarà assicurare le comunicazioni con la Stazione Spaziale e il telescopio spaziale Hubble dopo il 2020.



Illustrazione del satellite Tdrs-M in orbita (fonte: NASA's Goddard Space Flight Center) © Ansa

post di due anni fa (2014) ancora attualissimo] NON FATEVI PRENDERE PER IL CULO, NON CI SARÀ NESSUNA RIPRESA ECONOMICA !!!

Nessun testo alternativo automatico disponibile.

NON FATEVI PRENDERE PER IL CULO, NON CI SARÀ NESSUNA RIPRESA ECONOMICA !!!

ASSOCIAZIONE COMMERCIALISTI: GLI ITALIANI PAGANO IL 68,3% DI TASSE SUGLI UTILI DI IMPRESA! ANCHE UN COGLIONE PATENTATO (RENZI) DEVE CAPIRE CHE SE IL TESSUTO SOCIO-ECONOMICO DISTRUTTO DA ANNI DI VESSAZIONI E MENEFREGHISMO POLITICO NON ESISTE PIÙ, COME POTRÀ ESSERCI UNA RIPRESA? CAZZATE EPICHE !

QUINDI E' EVIDENTE CHE SE GLI ITALIANI PAGANO IL 68,3% DI TASSE SUGLI UTILI DI IMPRESA, NESSUNA IMPRESA PUÒ SOSTENERSI E NESSUNA NUOVA IMPRESA PUÒ APRIRE CON LE ATTUALI CONDIZIONI SOCIO-ECONOMICHE. LA COLPA DI QUESTE CONDIZIONI DISASTROSE PER L'IMPRENDITORIA E' ESCLUSIVAMENTE DELLA POLITICA ITALIANA. SIA CHIARO!!!

UNA POLITICA CHE IN QUESTI ULTIMI 20 ANNI (GRAZIE A BERLUSCONI E SOCI), HA SOSTENUTO CON LEGGI AD PERSONAM, DECRETI DEPENALIZZANTI, CONDONI, INDULTI, LA CRIMINALITÀ' ITALIANA E I LADRI NELLE AMMINISTRAZIONI PUBBLICHE. E HA INDOTTO GLI ITALIANI A PENSARE CHE ESSERE ONESTI IN ITALIA E' DA COGLIONI. PER CUI TUTTI A RUBARE ALLEGRAMENTE: POLITICI, ITALIOTI, INDUSTRIALI, IMPRENDITORI, ETC.

MA IL DISASTRO E' ANCHE COLPA DEGLI ITALIOTI (OGNUNO HA CIO' CHE SI MERITA) CHE HANNO VOTATO GLI STESSI CRIMINALI PER 20 ANNI.

Volendo anche adottare la più rosea delle ipotesi, in Italia con la classe imprenditoriale rimasta in piedi, non potrà esserci una ripresa! IMPOSSIBILE!!!

Dire che ci sarà una ripresa, significa prendere per il culo 50 milioni di italiani. Le imprese più importanti hanno de-localizzato (se ne sono andate in nazioni europee con una pressione fiscale più umana), la parte imprenditoriale onesta non riesce a produrre utili necessari al mantenimento delle aziende, degli operai e delle famiglie, e la classe imprenditoriale rimasta in piedi ha imparato (suo malgrado) a non saldare i debiti, a evadere, a frodare. Gli imprenditori onesti hanno chiuso già da tempo o si sono suicidati (perché è chiaro che solo le persone oneste che tengono all'onore e al rispetto si suicidano). Lo spirito di sopravvivenza ha reso gli italiani più ladri e più corrotti. E di tutto ciò dobbiamo sempre ringraziare i nostri politici criminali, ladri e schifosi.

Senza "tessuto produttivo" (continuano a chiudere 1000 attività al giorno) l'Italia è come un aereo senza carburante. Prima o poi si distruggerà al suolo. E la botta sarà devastante. La crisi, cari miei italioti è solo all'inizio. Stiamo vivacchiando con il risparmio dei nostri genitori. Queste politiche assassine nei prossimi 5 anni polverizzeranno il risparmio dell'Italia (unica cosa che ci tiene a galla), dopodiché il nostro paese vivrà la stessa situazione economica di Sierra Leone, Guinea-Bissau, Burundi, Liberia, Congo: i 5 paesi più poveri al mondo.

:: INVERSIONE DI TENDENZA

Certo ci sarebbe una possibilità se muoviamo subito il sederino, senza tagliare i pochi servizi sociali oggi a disposizione degli italiani: ma ciò significa andare contro i poteri forti, i privilegi, contro mafia e criminalità organizzata, contro i parassiti della politica che sono la maggioranza, Renzi compreso.

Non c’è bisogno di essere un Nobel dell’economia, per sapere che se non realizzano tre cose fondamentali:

- riduzione delle tasse del 50% PORTANDOLE AL 35%(media europea)
- riduzione del costo del lavoro
- accesso al credito

tutto quello che diranno i nostri beneamati parlamentati, sono colossali cazzate, ininfluenti sul futuro prossimo del paese: un futuro che riguardi il miglioramento dei conti economici italiani, e di una ripresa industriale.

Servirebbe un'altra azione indispensabile che non ha nulla a che fare con l'economia ma ugualmente determinante: mettere in galera i ladri, soprattutto quelli che hanno spolpato il paese (ricordiamo a tutti che abbiamo il terzo debito al mondo; un debito che non è nato dal welfare come vogliono farci credere, ma dalle innumerevoli ruberie e intercettazione da parte della criminalità dei finanziamenti pubblici italiani ed europei, e dalle mancate politiche imprenditoriali e industriali e dallo sperpero delle amministrazioni comunali, provinciali e regionali, da milioni, almeno 2, di assunzioni in tutta italia per scambio voto).

RIPETO: l'unica maniera per non gravare sulle tasse (e quindi sulle imprese) mantenendo il minimo di servizi attualmente disponibili, è di ridurre i costi dello stato del 50%. Cominciando proprio da privilegi inaccettabili, immeritati se si valuta l'operato della nostra classe politica. La galera, altro che stipendi e pensioni d'oro! Pezzi di merda.

:: DECRETO SBLOCCA ITALIA

I 10 miliardi di euro del decreto sblocca Italia, come sempre saranno appannaggio dei soliti noti; principalmente il solito gruppo di aziende inciucciate con la politica: praticamente i vertici mafiosi di confindustria si beccheranno la maggior fetta di appalti per i lavori finanziati dal decreto. Non ci sarà nessuna ricaduta sul tessuto sociale se non in piccolissima parte. Sostanziante gli italiani non avvertiranno nessun cambiamento.

SVEGLIAAAAAAAAAA: CONTINUANO A PRENDERVI PER IL CULO !!!

:: RISPARMIO ITALIANO

ATTENZIONE: DOPO MONTI, LETTA E ORA RENZI, NON E' CAMBIATO NULLA. NEI PROSSIMI 4 ANNI QUESTI CRIMINALI PROSCIUGHERANNO IL RISPARMIO DEGLI ITALIANI, L'UNICA COSA CHE CI TIENE A GALLA. DOPODICHÉ IL PAESE (CHE NON SARÀ PIÙ UN PAESE MA UNA COLONIA CINESE) SARÀ FUORI CONTROLLO.

:: RISERVE AURIFERE BANCA D'ITALIA

TENETE D'OCCHIO LE RISERVE AURIFERE ITALIANE: STANNO PUNTANDO L'ORO ITALIANO...

il reddito di cittadinanza è il futuro mondiale e non lo dice solo Grillo ma cervelloni, se il robot lavora per te, tu con che soldi comperi i prodotti?

le macchina sostituiscono la manodopera dell'uomo già adesso e nel futuro sarà penso totale,ma se è così come lo comperi l'oggetto se non lavori e non hai reddito,il futuro è già qui, si chiama reddito di cittadinanza in Italia ed è l'idea del m5s, e in altri paesi prende altri nomi,però è così, detto da Grillo pare delirio,invece non lo è , è logica.Il futuro è già quì, i politici sono solo un freno,una catastrofe, il resto è nostro e lo dobbiamo coltivare come si fa con una pianta rara per poterla poi diffondere come benessere per tutti.Il tempo lo passerai a costruire,inventare e a essere un cittadino civile, se togli le religioni e i politici poi per me è il paradiso 


Denaro gratis per tutti? Non è fantascienza

Denaro gratis per tutti? Non è fantascienza
Nel precedente post, avevamo visto come il contemporaneo sovrapporsi di tre fenomeni epocali quali il liberismo economico, sempre più spinto; l’automazione, sempre più avanzata e la globalizzazione, che invece di essere guidata verso una reale integrazione proficua per tutti, è lasciata al libero sfruttamento di chi la usa al solo scopo di farne vile guadagno, sfocino di fatto in squilibri molto gravi nelle economie più sviluppate, determinando persino in quegli stessi paesi classificati come “ricchi” vere e proprie sacche di nuova povertà. Questa condizione è ovviamente molto mal tollerata da chi in precedenza povero non era perché vive la nuova situazione come una sconfitta ed una ingiusta condanna all’emarginazione.
L’avvento del “decisionista-avventurista” Donald Trump a capo supremo della superpotenza americana ha certamente contribuito a rendere ancor più fluida e incerta la situazione globale. Come dice Benn Steil nel suo interessante articolo “The Marshall Plan and America First”: “What is striking about this policy, however, is not that it places American interests first. It is the misguided way in which those interests are being defined” (Ciò che stride in questa politica, tuttavia, non è che mette gli interessi americani al primo posto, è il modo improprio nel quale egli li coniuga).
L’America è già tornata al boom economico e in Europa si affaccia una “ripresina” che fa ben sperare (specialmente gli ottimisti di mestiere), ma è molto meglio non illudersi. Con le premesse di cui sopra è certo che il sereno è ancora lontano da raggiungere, stiamo solo vedendo la quiete al centro dell’uragano, l’altra parte, forse la peggiore, deve ancora arrivare. Tuttavia è proprio in questi frangenti che i macro-economisti cominciano a pensare a come risolvere questi problemi di dimensione globale.
Ci ha pensato la popolare rivista economica americana Fortune a lanciare un coraggioso sguardo in avanti. Con l’articolo “Why free money could be the future of work” (Ecco perché il denaro gratuito può essere il futuro del lavoro) stanno proprio dicendo che in un futuro nemmeno tanto lontano potrebbe diventare normale prassi economica l’erogazione a tutti, indistintamente e senza fare niente, di un reddito minimo garantito. Il diritto verrebbe acquisito automaticamente insieme alla cittadinanza.
Roba da manicomio, vero? Lo era forse fino ad un anno fa, ma adesso il vento sta girando tanto rapidamente (vedasi la prima parte di questo articolo) che tra non molti anni il manicomio potrebbero invece rischiarlo proprio quelli che pretendessero di condurre l’economia come abbiamo fatto fino a ieri.
Già lo scorso anno il Consiglio economico della Casa Bianca (c’era ancora Barack Obama) ha valutato in uno studio che nel prossimi vent’anni l’83% dei lavoratori che guadagnano meno di venti dollari l’ora perderanno il loro posto sostituiti da automi o da software che faranno le stesse cose magari meglio e più in fretta. Non è il sogno di ogni libero imprenditore? Far fare il lavoro ad automi che producono di più senza mai protestare, né chiedere permessi, né ferie.
Va bene, ma sostituire i lavoratori con automi ha pur sempre un costo, l’impresa non può pagare entrambi. Certo! Anche i due giornalisti di Fortune affrontano subito l’argomento con molto scetticismo, ma poi, dopo aver intervistato persone di assoluta serietà e competenza, hanno cominciato anche loro a vederci più chiaro.
La prima intervista è con Sam Altman, non un qualunque teorico seduto dietro ad una scrivania, ma proprio un Ceo (Chief Executive Officer), cioè un capo d’impresa della Silicon Valley, la Y Combinator. Lui sta proprio sperimentando nei fatti, con la sua impresa in Oakland, come si comportano 50 persone di varia estrazione alle quali paga 1500 dollari al mese… per far niente!
Naturalmente non è obbligatorio non far niente, si può anche scegliere da far qualcosa, ed avere una retribuzione aggiuntiva, ma questo esula da quello che loro chiamano U.B.I. (Universal Basic Income) cioè qualcosa di simile al “reddito di cittadinanza” proposto dal M5S in Italia. Ma qui vanno oltre e vedono già l’Ubi non come un salvagente da usare per tenere a galla i poveri operai diventati inutili, ma proprio come il nuovo modello di società automatizzata, dove il lavoro materiale verrà sempre in quantità maggiore eseguito dalle macchine e l’uomo potrà scegliere di fare ciò che più gli aggrada senza rischiare di cadere nell’inferno della fame e della povertà.
La ricchezza necessaria a sostenere Ubi la forniranno gli stessi soggetti che ora se ne stanno appropriando disinvoltamente (è Bill Gates a proporlo in una intervista su The Conversation), cioè tutta la robotica e gli algoritmi oggi usati nell’industria e in ogni transazione d’affari. Naturalmente, siccome per farlo occorre rivoluzionare tutto il sistema della tassazione nelle maggiori economie industriali, questa riforma non potrà certamente essere tra le più semplici da attuare.
Ma non è utopia, è perfettamente possibile sul piano economico e a pensarlo non c’è solo Altman. Se si facesse in modo che il reddito prodotto dalle aziende automatizzate venisse speso di preferenza nella stessa area (o nazione) di produzione, e venisse distribuito con equilibrio, la dissociazione tra produttori della ricchezza (automi) e fruitori (persone), non produrrebbe squilibrio sociale (come avviene adesso), ma anzi consentirebbe un riequilibrio economico e una riappropriazione del proprio tempo alle persone e alle famiglie.
A sostenere Ubi (sotto varie forme) ci sono già tutti i più grandi nomi del comparto tecnologico, da Zuckerberg (Google) a Elon Musk (Tesla); da Chris Hughes (Facebook) a Pierre Omidyar (Ebay). E non manca nemmeno il “primogenito” di tutta questa progenie di geniali inventori, quel Bill Gates (Microsoft) che proprio nei giorni scorsi ha fatto una nuova favolosa donazione di altri 5 miliardi di dollari alla sua fondazione umanitaria per la cura di malattie epidemiche, la lotta alla fame e molto altro.

Ovviamente sappiamo che purtroppo non bastano le buone intenzioni dei maggiori inventori al mondo per realizzare questa specie di Eden globale, occorre anche conquistare la volontà di politici che troppo spesso appaiono piu attratti da altri meno nobili interessi.

Spero sia una bufala, perché se proprio vogliamo aprire una scuola di sesso, allora dovrebbe essere maschile per far contente le donne visto il disastro generale...

Spero sia una bufala, perché se proprio vogliamo aprire una scuola di sesso, allora dovrebbe essere maschile per far contente le donne visto il disastro generale...
Apre i battenti (è proprio il caso di dirlo) a Milano la prima scuola al mondo per insegnare il sesso. La psicologa e sessuologa russa Catherine Lyubimov l'ha…
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io li metterei entrambi in galera il giudice e lo stupratore


GIUDICE Il gip Giovanni Ghini ha disposto il divieto  di avvicinamento alla vittima e l’obbligo di firma
Reggio Emilia, 19 agosto 2017 – Sembra un ‘elogio’ nero su bianco nei confronti di un giovane arrestato con l’accusa, a cui è seguita la confessione, di aver violentato un bambino. Un riconoscimento di qualità che gli vale la libertà pressoché totale in attesa del processo. È una decisione destinata a far discutere, perché stride con la sensibilità popolare, quella del giudice Giovanni Ghini. E che sarà al centro di una battaglia legale: il magistrato Maria Rita Pantani ha annunciato che la impugnerà. «Lo straordinario senso di autodisciplina dimostrato dall’indagato, che si è messo da solo agli arresti domiciliari, basta, anche senza la pienissima confessione, a garantire che le esigenze cautelari possano essere soddisfatte con misure diverse dal carcere».
Ecco come motiva il giudice le misure da lui disposte nei confronti di un pakistano richiedente asilo di ventun anni, arrestato dai carabinieri con l’accusa di aver violentato un bambino disabile di tredici anni nella Bassa. Il giovane, Akhtar Nabeel, era stato messo ai domiciliari ed è tornato pressoché del tutto libero ieri dopo l’interrogatorio di garanzia. Il giudice ha deciso «la presentazione, per due volte al giorno, alle 9 e alle 18, nella caserma dei carabinieri e il divieto di avvicinamento a meno di duecento metri al bambino e a qualsiasi luogo da lui frequentato». La caserma del paese, a quanto pare, chiude oltretutto prima dell’orario pomeridiano stabilito dal gip.
Secondo i carabinieri, il ventunenne, che abita nel quartiere dove risiede il bambino, lo aveva avvicinato la sera del 10 luglio e gli aveva proposto di fare un giro in bici. Il piccolo aveva accettato ed era stato inseguito dal ragazzo fino a una zona in campagna dove il tredicenne è stato violentato. Il bambino ha raccontato tutto ai genitori e poi è stato sottoposto ad accertamenti clinici che hanno confermato l’abuso. Padre e madre sono andati a casa del pakistano che ha provato a negare, poi ha confessato rimproverando oltretutto il bambino: «Ti avevo detto di non dire nulla...». Il pm Pantani ha chiesto il 19 luglio il carcere, ma nel frattempo l’indagato ha chiesto scusa alla famiglia. Il 10 agosto il giudice ha disposto i domiciliari, con l’arresto eseguito due giorni dopo per la difficoltà di tradurre in urdu alcuni verbali.
Il pakistano si è presentato in tribunale, assistito dall’avvocato Domenico Noris Bucchi. Per un’ora ha parlato davanti al giudice, ammettendo le proprie responsabilità ma rimarcando che il ragazzino era consenziente. Il pm Pantani ha chiesto il carcere; il legale Bucchi un cumulo di misure meno afflittive. Il ventunenne era ospitato da un connazionale che si è reso indisponibile a proseguire l’ospitalità. Il pakistano risultava residente in un’altra casa dove non può andare vista la presenza di altri minorenni. «Preso atto – scrive il giudice – dell’impossibilità di proseguire con i domiciliari, conviene applicare, fermo restando il divieto di espatrio, un congruo cumulo di misure che possono essere una presentazione particolarmente intensa alla polizia giudiziaria e il divieto di avvicinamento».
Alla luce di questa decisione si profila uno scontro giudiziario: il magistrato Pantani ricorrerà infatti al tribunale del Riesame perché il 21enne vada dietro le sbarre, alla luce del fatto che la violenza è avvenuta su un minore di quattrodici anni, che è stato portato in un luogo isolato e che il pakistano si è oltretutto approfittato della sua condizione di minorata difesa dovuta alla disabilità.
«Poiché i domiciliari non potevano essere applicati, abbiamo chiesto l’applicazione cumulativa di diverse misure. Il giudice ha accolto le nostre richieste: siamo soddisfatti», afferma il legale difensore Domenico Noris Bucchi. «Il giudice ha tenuto conto del suo atteggiamento complessivo di collaborazione spontanea. Ora lo aiuteremo a cercare una sistemazione nella comunità pakistana».
Tuona Roberto Mirabile, presidente dell’associazione antipedofilia ‘La Caramella buona’: «Mi dispiace signor giudice, mi dispiace signora giustizia: non ci siamo proprio. Le vittime si sentono tradite da quella giustizia che rappresenta lo Stato: un bambino abusato, come una donna violata, devono sentirsi tutelati, creduti, accolti fra braccia forti, comprensive, capaci di capire. È scandaloso credere di essere nel giusto applicando a manica larga il codice penale, vietando a chi violenta di incontrare per strada la propria vittima, terrorizzata per sempre. Questi sono abusi di Stato».

il ministro lorenzina si dimetta, tutta la sanità è allo sfascio.lei pensa ai vaccini,ossia a dare soldi all'industria farmaceutica, mentre la gente muore per cazzate.

il ministro lorenzina si dimetta, tutta la sanità è allo sfascio.lei pensa ai vaccini,ossia a dare soldi all'industria farmaceutica, mentre la gente muore per cazzate.

Dire che la sanità funziona in Italia è una bestemmia, non ha mai funzionato e manco funzionerà mai se non si cambia il sistema, intanto mettere gente alla direzione dei reparti per merito e non per politica, poi snellire tutto il comparto parassitario amministrativo,costosissimo fatto da incompetenti e solo per mettere dei culi di gente raccomandata dai politici al posto giusto che tanto paga pantalone.

E' un sistema di corruzioni e marciume vario che tutti noi conosciamo benissimo, la salute la devi curare, anche con la prevenzione e non è la parola che cura,ma l'educazione per tutto e si inizia dalle scuole sia per gloi alunni che per la famiglie, spendere i soldi per la salute non per dare soldi alle ditte farmaceutiche, questo un ministro deve fare, la Lorenzina fa altro, è un marciume schifoso il suo ministero e la morte di un  ragazzo è la dimostrazione dei fatti.



Loreto Mare, il padre: “Mentre Antonio moriva al pronto soccorso litigavano per decidere chi dovesse salire su ambulanza”

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CRONACA
"Mio figlio è stato ammazzato - è lo sfogo di Raffaele Scafuri, padre di Antonio, il giovane 23enne deceduto dopo quattro ore di attesa in codice rosso - "era freddo, era morto da tanto tempo, non ci hanno detto nulla". Il ministro della Salute Lorenzin invia una task force